Giovani, donne e ZES Unica: come funzionano i tre esoneri contributivi al 100% per le nuove assunzioni, alla luce delle circolari INPS di maggio 2026.
Il Decreto Coesione (DL 60/2024) aveva introdotto, ormai due anni fa, un pacchetto di esoneri contributivi pensati per riattivare l’occupazione giovanile e femminile in Italia. La Legge di Bilancio 2026 li proroga per un altro anno intero — tutte le nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 possono accedervi — e con le circolari INPS 55, 56 e 57 del 14 maggio 2026 sono finalmente arrivate le istruzioni operative.
Per un albergatore o un imprenditore che ha in pancia un’assunzione, il messaggio è semplice: questi bonus possono significare risparmi che, sui 24 mesi pieni, oscillano tra 12.000 e 19.200 euro per singolo lavoratore. Non è un dato da liquidare in fretta, soprattutto per un settore — quello ricettivo — in cui la marginalità sull’organico stagionale resta ai minimi storici.
Le agevolazioni si articolano in tre strumenti distinti ma sovrapposti nella struttura. Tutte e tre prevedono l’esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, escludendo i premi INAIL. Differiscono per platea, durata e massimale mensile.
Riguarda l’assunzione a tempo indeterminato di persone che, alla data dell’assunzione, non abbiano compiuto i 35 anni e non siano mai state titolari di un rapporto a tempo indeterminato. Il massimale mensile è di 500 euro nelle regioni standard, che salgono a 650 euro nella ZES Unica del Sud. Sulla durata l’INPS distingue:
Restano esclusi i contratti di lavoro domestico, l’apprendistato, il lavoro intermittente e le prestazioni occasionali. È invece ammesso il part-time.
È una misura territoriale, dedicata a datori privati con non più di 10 dipendenti nel mese dell’assunzione. Riguarda esclusivamente lavoratori di età ≥ 35 anni e disoccupati da almeno 24 mesi. Massimale di 650 euro al mese per 24 mesi. Le regioni che rientrano nella ZES Unica sono Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna e Umbria.
A differenza degli altri due bonus, qui non c’è alcuna estensione alla trasformazione di contratti a termine già in essere: solo nuove assunzioni a tempo indeterminato.
L’esonero scatta per l’assunzione di lavoratrici svantaggiate o molto svantaggiate. Stessa logica dei giovani sulla durata (24 mesi o 12 a seconda del periodo di disoccupazione), con un massimale base di 650 euro al mese che diventa 800 euro per le lavoratrici residenti nella ZES Unica al momento dell’assunzione. È il massimale più alto tra le tre misure.
Le agevolazioni non sono automatiche, e l’esperienza insegna che il punto in cui molte aziende inciampano è quello dei requisiti trasversali — quelli che valgono per tutti e tre i bonus.
Il primo è l’incremento occupazionale netto: il numero medio di lavoratori del mese dell’assunzione, calcolato secondo il criterio delle Unità di Lavoro Annuo (ULA), deve essere superiore alla media dei dodici mesi precedenti. Nel calcolo entrano anche eventuali società controllate o collegate, dettaglio che spesso sfugge nei gruppi.
Il secondo riguarda i licenziamenti: nei sei mesi prima e nei sei successivi all’assunzione non devono esserci stati licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o collettivi nella stessa unità produttiva. Una cessazione fatta tre mesi prima dell’assunzione per ragioni economiche può cancellare il diritto al bonus.
Il terzo blocco riguarda la regolarità contributiva e l’applicazione dei contratti collettivi rappresentativi, anche sul piano retributivo. Banalmente: se il contratto applicato non è coerente, non solo si rischia il bonus ma anche conseguenze più ampie.
I bonus non sono cumulabili tra loro né con altri esoneri contributivi riferiti al medesimo rapporto. Sono invece compatibili con la maxi-deduzione del costo del lavoro prevista dal D.Lgs 216/2023 e con l’esonero contributivo legato alla certificazione della parità di genere — una combinazione che, per un’azienda femminile certificata che assume una donna nella ZES, può rendere il vantaggio fiscale molto più importante.
L’accesso passa dal Portale delle Agevolazioni INPS: domanda preventiva, verifica della disponibilità delle risorse, accantonamento da parte dell’INPS, e 10 giorni di tempo per trasmettere la comunicazione obbligatoria Unilav o Unisomm. Le domande sono accolte fino a esaurimento delle risorse, con il classico criterio del “first come, first served”.
Su queste misure il tempo è denaro: chi presenta prima ha più probabilità di rientrare nei fondi disponibili, ma chi presenta sbagliando i requisiti perde il diritto due volte.
Se stai valutando un’assunzione nei prossimi mesi e vuoi capire quale dei tre bonus si applica al tuo caso — o se hai già assunto e non sei sicuro di aver fatto richiesta correttamente — scrivici qui o prenota una call.